sabato 15 febbraio 2014

El triestin xe cussì!

Titolo"53 nuovi alloggi ATER a Trieste.

Commenti e mia risposte:

Fulvio Covalero Le solite cazzate, per gli stranieri, gli zingari e via discorrendo.
Ma sarebbe semplice risolversi il problema, basterebbe andare a vedere i cognomi sulle campanelle dei nuovi appartamenti di piazzale De Gasperi, ma bisognerebbe andarci,

XXXXXXXXX

signor covalero ! la vegni in via della tesa , se un palazzo ater abità solo de zingani ed extracomunitari ,e posso dirlo xke conosso una persona ke abità in quel palazzo , e la stessa persona me ga dito ke i paga 25 euro de affitto xke i se nulla tenenti , e in più il comun ghe passa roba de prima necessità , pasta ,latte , legumi , pomodori ,e tante altre robe , e se la vl saver il comun ghe passa 850 euro al mese x nn far un cazzo nella vità !questa se l italia , noi lavoremo x mantegnir la famiglia e nn rivar neanche a fine mese , gente ke se uccidi xke se piena de problemi, xke noi ga soldi x viver , e lo stato ne gira le spalle x aiutar prima sti zingani e compagnia bella , i ragionamenti ke la fa lei cm tanta altra gente , ga porta l italia in rovina ,e se una vergogna !


Fulvio Covalero Spero che per quelle che sono le mie idee non si debba entrare in conflitto tra noi.
Va premesso che esistono le leggi e le regole, che sono state fatte da persone delegate dai cittadini con il voto.
Purtroppo a Trieste si vota l'ideologia e mai il programma, che mai non c'è perché basta non votare per i comunisti, basta non votare per i "fassisti", tutto il resto conta zero e ci ritroviamo dove siamo.
Il Comune, da sempre, aiuta come può le persone che "sembrano" in difficoltà, e spesso anche chi può ne approfitta a piene mani "che tanto xe gratis".
A memoria non mi viene in mente dove siano case ATER in via della Tesa, ma questo non vuol dire che non mi sbagli.
C'è un ufficio comunale apposito in via Mazzini, dedicato ai cittadini regolarmente residenti che si trovano in difficoltà e se tra questi ci sono anche stranieri, è tutto nella norma.
Vanno cambiate le regole? Può darsi, però appare chiaro che dieci anni di amministrazione di centro destra non ci ha messo mano eppure cavalca a piene mani la situazione.
Il Comune di Trieste ha in carico dei "manager" con compensi di ben oltre centomila Euro all'anno e solitamente si concedono aumenti attorno ai 30.000. Va tutto bene?
In Regione si fa man bassa dei soldi dei cittadini chiedendo rimborsi per le spese di casa e vizietti vari, fantastici i quasi trecento Euro chiesti come rimborso un paio di anni fa per l'acquisto di pesce alla vigilia di Natale.
E' uno scandalo continuo di questi autentici extracomunitari, intesi come personaggi che vivono al di fuori della comunità.
E' giusto che facciano rivolgere lo sguardo altrove, chi non lo farebbe nei loro panni?

mercoledì 12 febbraio 2014

Che fretta c'era? Il motivo c'era!

Sarà mica per eludere la nuova legge sulle bonifiche a carico della proprietà e il costo delle bonifiche caschi su noi cittadini e non su Arvedi, e la responsabilità dei morti non sia dei proprietari dello stabilimento che i politici locali hanno accelerato e blindato l'accordo di programma sulla Ferriera?

Questa modifica è stata approvata l'11 febbraio 2014.

 La Camera ha approvato un emendamento – primo firmatario Ermete Realacci (Pd) – al decreto Destinazione Italia (DL n. 145/2013) che sventa il rischio sanatoria sulle bonifiche dei siti inquinati. Per oggi (12 febbraio 2014) è previsto in Aula a Montecitorio il voto finale sul disegno di legge di conversione in legge del decreto.
L’articolo 4 del DL n. 145/2013 prevedeva che gli inquinatori firmino una transazione con i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, esentandoli da ogni altro obbligo di bonifica sul sito dall'inquinamento non previsto dall'accordo siglato. “Cosa succederà se, una volta firmato l'accordo e avviati finalmente i lavori di risanamento del sito, dovesse emergere un inquinamento ulteriore rispetto a quello sancito nell'accordo? E' evidente che stando così le cose ogni ulteriore intervento per rimuovere una fonte inquinante mai scoperta fino alla firma dell'accordo sarebbe a carico della collettività, come del resto evidenziato anche dal Centro studi della Camera dei deputati nella relazione che accompagna il decreto. Il Parlamento cancelli questa norma che avvantaggia gli inquinatori e danneggia i cittadini”, ha chiesto nei giorni scorsi il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.
Confermato il principio del “chi inquina paga”
L'intervento correttivo è arrivato con un emendamento presentato dal presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci. “Sventato il rischio sanatoria sulle bonifiche: la Camera ha accolto un emendamento riformulato di cui sono primo firmatario, presentato assieme al collega Benamati e ad altri deputati del Partito Democratico, che conferma il principio del ‘chi inquina paga’ e che recepisce la condizione che aveva posto la VIII Commissione Ambiente della Camera nel suo parere al decreto Destinazione Italia”, spiega Realacci su Facebook. “L’articolo 4 del decreto, nella formulazione iniziale, apriva infatti al pericolo che le transazioni sottoscritte tra coloro che hanno inquinato e i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico per le bonifiche potessero consentire l’aggiramento del fondamentale principio del ‘chi inquina paga’. L’emendamento accolto precisa, invece, che la revoca dell'onere reale per tutti i fatti antecedenti all'accordo di programma è subordinata al rilascio della certificazione dell'avvenuta bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati da parte dell’Arpa, come previsto dall’articolo 248 del Codice Ambientale. Si precisa, inoltre, che i fondi previsti nel provvedimento non potranno essere utilizzati dai responsabili dell’inquinamento per le bonifiche, ma solo per favorire nuove attività produttive. Un risultato – conclude Realacci - che è stato possibile grazie al contributo del ministro Orlando, alla collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico e all’impegno anche delle forze parlamentari di opposizione, come il M5S e Sel”.

mercoledì 5 febbraio 2014

"Sfigá handicapá de merda va a romper i coioni da qualche altra parte"

Prego de no scandalizarse per la frase riportada qua de soto, e no fazo de tuti un minestron, ma basta frequentar un do posti bazzicai dai Nostri giovini per sentir frasi de sto tipo. Posso anche dir che no xe quastion de rioni specifici, ghe ne go giradi tuti, xe proprio question de zerte teste mate.

"Sfigá handicapá de merda va a romper i coioni da qualche altra parte e tirite fora dele bale, che qua nissun te caga."

Questo, o roba del genere,  xe quel che sa dir certi fighetti de bona famiglia, quei che se senti tanto sgai da ritenerse in diritto de disprezar, denigrar,offender e scazar via i muleti un poco mona o handicapai. 

Auguro alle famiglie de quei stronzetti de renderse conto che i sta tirando sù dei mostri de cinismo, menefreghismo,cattiveria e anche un tantin de sadismo, se volemo dirla tutta.

 E ghe digo a quela mularia che me dispiasi assai per lori, perchè nella vita chi spuda velen anche se lo magna e che handicapá uno nassi, ma  lo pol anche diventar, xe un mar de muli disfai o schizai a causa de sciòchetoni in moto o in auto, e xe tante altre disgrazie che pol capitar in tela  vita e come go avù za modo de dirlo più volte, adesso lo urlo...NISSUN XE IMMUNE.

Esser handicapai xe una malattia spesso anche cronica, inveze de stronzagine acuta se pol sempre guarir!!!

Maila Rossin

Il "laghetto" del Teatro Romano.

Alcuni giorni fa è apparso sul "Piccolo" un articolo che riguardava l'anomala stagnazione d'acqua all'interno della struttura, cosa che pare non si sia mai verificata in passato.
Cos'era successo?
Voci d'osteria avevano individuato subito il responsabile "xe colpa del Coso".
Ho voluto chiedere una spiegazione un filino più tecnica in modo dare un contributo alla soluzione del problema, ed è saltata fuori questa versione da parte di un architetto.

"Ciao Fulvio! Ma le "basi tecniche" sono elementari.. negli anni precedenti MAI visti allagamenti.. hanno scavato una caverna alterando in tal modo il regime delle acque e la caverna ovviamente scarica nella zona sottostante ad essa, e la parte più bassa è solo il teatro romano... no servi geologi ingegneri architetti.. basta fare un giro in cantiere e chieder dove scaricano l'acqua che vien dal monte" Ce l'avrai molto dura temo, e incontrerai insormontabili resistenze, perchè allagare un monumento storico (costruendoci una caverna drenante qualche metro piu in alto) configura reato contro il patrimonio storico.. figurati se l'ammettono. Continueranno a dare la colpa a "scarichi intasati" e ai gatti del teatro, siamo in italia! Comunque, per meglio spiegare alla gente che il parcheggio è scavato PIU IN BASSO DEL TEATRO, e quindi per non allagare il parcheggio devono sparare fuori l'acqua (in teatro, olè) ti linko qualche dato tecnico qui. Dalla sezione geologica e dai disegni credo possa capire anche la "siora pina" http://www.edizionipei.it/upload/article_pdf/pdf_4360.pdf E qua hai la descrizione dell'opera, con costi e referenti. L'Alta sorveglianza del cantiere fa capo a Walter Toniatti, dell'ufficio Patrimonio del Comune di Trieste. http://files.meetup.com/207586/201200402-parksangiusto-contratto.pdf